L’Hdemia

Il 24 aprile 1976 hanno giurato 84 allievi.

Il periodo dell’Accademia ha visto il Corso Rostro II “ridursi” per le immancabili defezioni dovute ad esami e dimissioni: dal numero iniziale totale di oltre 150, al numero “finale finito” di 61 Sottotenenti Piloti (di cui 7 tunisini ed 1 zairese) e 15 Ingegneri (di cui 1 tunisino).

Molti i ricordi degli anni trascorsi a Pozzuoli: dalle prime riunioni di corso, alle celle ed ai giri di corsa del Piazzale Rex, dall’alzabandiera mattutino alla lettura punizioni, dalle lezioni  (biennio di Ingegneria e corsi tecnici professionali per i Piloti – biennio di Ingegneria e successive “specializzazioni” presso l’Università Federico II di Napoli per gli Ingegneri), ai Ludi Sportivi. Tra l’altro deve rimanere degno di nota che il Rostro II è riuscito nella non facile impresa di vincere i Ludi Sportivi sia da “Anziani” che da “Aspiranti” («Ma come si fa a vincere almeno una volta i Ludi?» ci ha chiesto qualcuno appena appena più anziano di noi!!!!!).

Ma molti sono anche i ricordi legati ai singoli componenti del Corso ed a tutto il personale che ha contribuito a formare, da quel gruppo disomogeneo di circa 100 persone, quello che ancora oggi, e per sempre, si chiama Corso.

Come dimenticare infatti i colleghi (i soliti “cugini”) rimasti bloccati a Capri perche’ in ritardo sull’ultimo traghetto, o gli spettacolari incidenti d’auto (per fortuna senza conseguenze, ma ancora oggi nell’area flegrea esistono la curva “Salvino” e la curva “Roberto”), o i motivi piu’ esilaranti che siamo riusciti ad “addurre” a giustificazione delle nostre bravate, con conseguente aggravio della inevitabile punizione (“… omissis … Adduceva futili motivi. Renitente. Recalcitrante. CR4!!!!)
Dal primo all’ultimo giorno sono stati anni intensi, i cui ricordi sono quelli che ognuno porta dentro di sè, con affetto, nostalgia, forse anche rabbia, ma comunque nitidi ed indissolubilmente legati a tutti coloro che ancora oggi, leggendo queste pagine, si riconoscono nel nome del Corso.

Le “spinguinature” subite dal Corso Pegaso III, ed iniziate il 4 novembre del 1975, giorno della prima libera uscita. Quel giorno, tutti, ma proprio tutti furono invitati dagli Scelti dell’Orione III addetti (Mario Ottone il Capo Scelti, con Biagetti, Osta, Tammaro, Pancotti, Girardi, che erano i “bravi” del Comandante di Corso Augusto Bertinaria, e degli Ufficiali Lalli e Del Torchio, Totaro, Mele, Miraldi e Paone) ad uscire per godere della divisa nuova da LU appena consegnata. Al nostro ritorno, solita adunata serale per contarci e poi tutti nelle camerate per una notte di sano riposo e …sorpresa…le camerate completamente vuote…no cubi, no letti, no comodini… camere assolutamente spoglie con tutti i nostri vestiti annodati insieme a lenzuola e coperte stesi tra un piano e l’altro della residenza allievi. Materassi e reti al piano terra, giù per la scarpata, assieme agli scarponcini opportunamente sparigliati ed annodati (un 45 DX regolarmente avvinghiato ad un 37 SX), e così via … per una notte di lavoro e di primo, reale cameratismo nato dall’affrontare una situazione eccezionale come Corso e non più come singoli («Che avete trovato un 42 SX? Pure se è DX lo uso uguale!!!!»). E nonostante ciò, la mattina dopo, con qualche vestito scambiato e qualche piede rattrappito nel numero di scarpa inferiore, tutto il Corso era all’adunata per le lezioni (G.F. G. con il ritardo di sempre, comunque!).pingue Tra vernici e strilli le spinguinature passarono, così come la paura delle prime “celle”, dove senza stringhe e senza cintura, armati solo del proprio cuscino, nascevano le prime esperienze di punizione militare. Si arrivò alla “festa del Pingue” che chiudeva l’epoca e ci lanciava verso il battesimo di Aprile.

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